• Release Date Jun 23 2020

«La vita viene a onde, come il mare», si dice nel disco del 1969 “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”, di Vinícius de Moraes, Giuseppe Ungaretti e Sergio EndrigoIo sono stato bambino in Svizzera, studente in California e batterista ragazzo sulle navi da crociera, navigando quasi sempre al nord. Nei momenti di gioventù fra America e oceani ho scritto questi brani, per poi chiuderli in un bottiglia e lanciarli al largo. Ostinati, sono tornati a riva portati da una mareggiata di nostalgia.  Così, un quarto di secolo dopo averli pensati, ho chiesto di interpretarli all’amico Massimiliano Coclite, in una notte in cui siamo rimasti bloccati a casa sua da una bufera di neve, disponendo solo del suo pianoforte, delle mie partiture e della genziana. Per registrare i brani ho voluto tornare al nord, al Rainbow Studio di Oslo, tacendo a Massimiliano le emozioni che mi avevano portato a scriverli per lasciargli piena libertà di farli suoi: un trapianto di cuore che li ha arricchiti. In queste tracce ci sono io che gioco sul greto di un fiume in Svizzera con i miei amici, mandando barchette munite di vela dentro una galleria per poi festeggiarle all’uscita. O che cammino a Los Angeles, permeandomi della musica che ha segnato la mia adolescenza. O quando, insonne a causa del sole di mezzanotte, esorcizzo i dubbi sul futuro componendo su un pianoforte issato sul ponte più alto, mentre la nave solca il mare fra i fiordi. O mentre impaurisco, perché oltre le Colonne d’Ercole il mare in burrasca ci impedisce di arrivare a Madeira. Se la vita è l’arte dell’incontro, allora la navigazione è l’allegoria della vita. E l’amicizia è il porto che ci salva dalle tempeste: il mio sole di mezzanotte.

Morgan Fascioli